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L’impronta ecologica di Mukki che punta alla riduzione delle emissioni di CO2

retailgreen by Retailtrend.it (19 maggio 2020) – Da alcuni mesi, in Mukki – Centrale del Latte della Toscana (oggi parte del Gruppo Newlat Food), è in corso di svolgimento, l’identificazione dell’impronta ecologica del brand, finalizzata alla conoscenza più approfondita e scientifica dell’impatto che l’azienda ha sul territorio.

L’obiettivo è migliorare le performance ambientali e offrire ai propri consumatori gli stessi prodotti di sempre, ma riducendo, laddove possibile, le emissioni di CO2eq generate dal processo produttivo. Da sempre orientata alla sostenibilità ambientale, è stata la prima in Toscana ad ottenere nel 2008, la certificazione ISO 14000 ed è costantemente attenta alla valorizzazione della filiera toscana, sia in termini di qualità che di tutela ambientale.

Nella prima fase del progetto di identificazione dell’impronta ecologica – affidata alla consulenza della società AzzeroCO2 (fondata da Legambiente e Kyoto Club) – si stanno raccogliendo i dati relativi alle attività che generano emissioni di gas serra e che ricadono direttamente sotto il controllo dell’azienda, principalmente consumi energetici e utilizzo dei mezzi di trasporto aziendali.

Lo studio in atto, sta prendendo in esame un anno di normale attività, il 2019, e tiene conto degli interventi di efficientamento e riduzione delle emissioni realizzati tra il 2017 e il 2019. La raccolta dei dati e la loro analisi dovrebbero concludersi entro l’estate.

Con tutte queste informazioni, si definirà una quantità standard delle CO2eq, necessaria per individuare le diverse possibili strategie di riduzione delle emissioni future e quantificarne i benefici aziendali.

Questo nuovo intervento si identifica come un’ulteriore tappa nel percorso di miglioramento e contenimento della propria impronta ecologica, che MUKKI, ha intrapreso da tempo.

Un percorso, che oltre all’ottenimento della ISO14000, si è integrato ulteriormente con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto, che, nel 2016, ha preso in considerazione l’intera filiera del latte Selezione Mugello (68 stalle conferenti) valutando gli aspetti della sostenibilità ambientale, del benessere animale, la ricaduta economica sul territorio, la biodiversità, le qualità nutrizionali del latte.